venerdì 8 agosto 2008

Finalmente vacanze. Saluti con un bel video.

Fra poche ore si parte per le tanto sospirate ferie e fino ai primi giorni di settembre non saranno aggiunti altri post a questo blog.

Saluto tutti quelli che periodicamente hanno aperto queste pagine per leggere, linkare, dare suggerimenti o ricavare idee.
Auguro a tutti buone vacanze e vi aspetto a settembre per poter condividere con voi molto altro materiale ancora.

Nel frattempo vi regalo questo video, che non ha nessun'altra ragione di stare qui se non quella di essere bello. Vi pare poco? Alzate il volume delle casse e godetevelo tutto.


CIAO a presto

Best practices: un esempio g-astronomico

Best practices, esempi significativi, modelli da seguire. Chiamateli come preferite, si tratta comunque sempre di esperienze o idee che vale la pena conoscere per migliorare.

Quella del video che vi propongo, ad esempio, è una dimostrazione di come si possa insegnare utilizzando le metafore, stimolando i sensi, interagendo con l’allievo e solleticando la sua curiosità.
Ah! Quasi dimenticavo: non c’è neanche bisogno del computer :-D

Buona visione e ditemi che ve ne pare

Il meme dell'isola deserta


Per chi si occupa di diffusione della conoscenza è interessante approfondire il concetto di meme.

Non mi dilungo in noiose dissertazioni (chi volesse approfondire, trova alcuni link alla fine del post) ma mi limito a raccogliere l’invito arrivato da due blog:
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http://marinugausman.blogspot.com/2008/07/il-meme-arrivato-qui.html
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http://susyspecchi.splinder.com/post/17950168/Mememale+che+non+conoscevo+il+

Ecco le 5 cose che io porterei in un’isola deserta:
1) la mia fisarmonica, che da ormai 7 anni se ne sta rinchiusa in cantina, in attesa che qualcuno decida di accarezzarne ancora i tasti
2) un block notes e abbondante scorta di matite, per fissare le favole che inevitabilmente inizierei ad inventarmi
3) il libro “il Malloppo” di Marcello Marchesi, antidoto alla noia, stimolo alla riflessione, invito al riso (è lui che ha scritto “l’importante è che la morte ci trovi vivi”)
4) un coltellino svizzero, di quelli multifunzione, un po’ perchè immagino che nell’isola deserta non ci siano capanne già costruite, ma anche perché il bricolage è pur sempre un bel passatempo
5) un paio di scarpe comode e resistenti. Sì, lo so che potrei costruirmi un paio di zoccoli con il coltellino svizzero, ma… volete mettere il piacere di un paio di robuste scarpe da ginnastica per passeggiare nella foresta?
Se invece decido di poltrire nella spiaggia, allora prometto che mi farò da solo un bel paio di zoccoli

Se anche voi decidete di diffondere questo meme e di inserire nel vostro blog/sito/social network l’elenco delle 5 cose che portereste in un’isola deserta, fatemelo sapere.

Chi invece, al di là di questo giochino, volesse approfondire il significato più profondo del meme, può leggere:
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http://it.wikipedia.org/wiki/Meme
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http://pespmc1.vub.ac.be/MEMIN.html
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http://www.aleph.se/Trans/Cultural/Memetics/memecycle.html
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http://library.thinkquest.org/C004367/ce7.shtml
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http://ipnosi.interfree.it/memi.htm
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http://www.quantumpsi.com/modellomeme.htm

CIAO

Imparafacile Runo

sabato 2 agosto 2008

IF-KEY in rodaggio: evento Brianza Arreda

IF-KEY non è solo il blog di Imparafacile, ma un progetto che sta pian piano crescendo con l’obiettivo di progettare e organizzare eventi formativi ed artistici in Second Life.
Detto in altre parole: vuoi organizzare un evento culturale in Second Life? Allora chiamaci, perché abbiamo sicuramente qualcosa di interessante da proporti.
Dopotutto siamo in Second Life da un bel po’ di tempo ed abbiamo avuto modo di fare parecchia esperienza, come può testimoniare porprio questo blog.

Così il 25 luglo abbiamo messo alla prova le nostre capacità, grazie all’occasione fornita da Brianza Arreda, un negozio di arredamenti che in RL si trova ad Agrate Brianza (MI) e in SL (SLURL:
http://slurl.com/secondlife/Chava/46/129/22) ha uno spazio espositivo molto suggestivo ed adatto ad accogliere anche eventi pubblici.

Ed è nato così Vuelvo Al Sur: immagini, suoni e suggestioni dall'America Latina, da un’idea di Marinu Gausmann, che ne è stata anche l’organizzatrice, la coordinatrice, la risolvi-problemi e la tuttofare.



La serata è iniziata con un’intervista a ChrisTower Dae, fotografo conosciuto in SL e fondatore del gruppo 2Lphoto, che partendo da alcuni scatti realizzati a Cuba (in RL) ci ha illustrato il suo modo di fotografare e il significato che ha per lui quest’attività. Potete visionare
qui alcune delle sue opere.

Poi le voci di Marinu Gausmann e di Kicca Igaly ci hanno regalato una lettura intensa e profonda di alcune poesie di Neruda. E’ difficile esprimere adesso la partecipazione e l’emozione che hanno accompagnato quelle letture. E probabilmente neanche le due lettrici si aspettavano un tale entusiasmo, manifestato dai presenti con applausi, complimenti e richieste di bis.

L’incontro è proseguito fino a tarda notte ballando nel giardino, allestito con luci e balli da sala, fra cui spiccavano alcuni ottimi tanghi.

Segnalo con molto piacere anche il
commento e le foto della serata realizzati da Mexi Lane:

Non mi resta che ringraziare ancora Marinu per tutto il lavoro compiuto e tutti quelli che hanno partecipato. Mentre chi non c’era… beh! Dovrà accontentarsi del video che accompagna questo post :-)

CIAO a tutti

Imarafacile Runo

mercoledì 30 luglio 2008

La PNL applicata alla scrittura


Ecco finalmente la traccia dell'ultimo seminario che ho svolto. Si tratta della seconda serata organizzata in colalborazione con STOA', giovedì scorso, 24 luglio, presso la sede in SL di Communication Village, che ancora una volta ringraziamo per l'ospitalità.

Anche in questo caso dal riassunto non è possibile ricavare il valore dato dai molti interventi dei partecipanti o dai risultati dei test e delle esercitazioni che sono state proposte durante la serata. Per avere quelli, l'unico modo è aprtecipare :-)

Prma del riassunto propongo le slide utilizzate.


LA PNL E IL RAPPORT

La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) nel corso degli anni ha approfondito le proprie teorie, integrandosi con altri campi di studio, come la psicologia, la linguistica, la cibernetica, la teoria dei sistemi, tanto per citarne alcune.

Fra i tanti meccanismi inconsci che ha rilevato ce n’è uno di particolare interesse: il fatto che due persone, quando desiderano piacersi, in maniera del tutto spontanea e naturale tendono ad imitarsi.
Succede fra due amici che vanno molto d’accordo, fra due findanzati (almeno nei primi tempi, ehmmm!!), ma succede anche nella vita comune quando incontriamo una persona che in qualche modo attira la nostra attenzione e desideriamo piacergli: iniziamo a copiarne i gesti, il tono di voce e l’uso delle parole.

E’ un dato di fatto: le persone che ci assomigliano ci piacciono di più. E se vogliamo piacere ad una parsona… cerrchiamo di assomigliarle.

Si tratta di un meccanismo inconscio, ma che usato in modo consapevole può essere usato per creare sintonia e comunicare meglio.
Come tutti gli strumenti può essere usato in modo etico oppure no: Fingere? Non vale la pena. Il gioco prima o poi si scopre.
Capire l’altro sì. Mettersi nella sua lunghezza d’onda, per capirlo meglio e per farci capire meglio.

Ma cosa significa capire l’altro? Come posso comprenderlo in maniera più profonda? poi vale davvero la pena adattare il mio linguaggio al suo?

IL METODO CRG

CRG è acronimo delle parole calibrazione, ricalco e guida, cioè le tre fasi che per mettono di raggiungere una buona sintonia con il nostro interlocutore
- calibrazione: lo studio delle modalità comunicative dell’altro
- ricalco: adattamento delle proprie modalità comunicative a quelle dell’altro
- guida: il momento cui possso esprimermi più liberamente, avendo più probabilità che l’altro mi segua

Tutto questo crea Rapport, sintonia, la sensazione di essere nella stessa lunghezza d’onda.

Cosa calibrare e ricalcare in un dialogo faccia a faccia?
In cosa consiste l’attività di calibrazione? Cosa si ricalca dell’altro nel caso di una chiacchierata faccia a faccia?

> COMPORTAMENTO VERBALE: tipo di parole usate, sostantivi, aggettivi, modi di dire ecc
> COMPORTAMENTO PARA VERBALE: tono di voce, volume e ritmo
> COMPORTAMENTO NON VERBALE: mimica, gestualità, postura, prossemica

Cosa calibrare e ricalcare in un dialogo scritto?

VERBALE: le parole che indicano la preferenza sensoriale: visiva, auditiva o cenestesica.
PARAVERBALE: lunghezza delle frasi, spaziatura fra i paragrafi, grandezza dei caratteri, tipo di carattere (grassetto, corsivo, sottolineato), punteggiatura.
NON VERBALE: formato dei caratteri, formato generale, uso di emoticon

E con questo il tema della serata è completato.
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Altri materiali sulla serata sono stati pubblicati da Eleonora Porta (mi sa che prima o poi devo farle un regalone per la maniera in cui documenta anche le mie serate. Ed è sua anche la foto che introduce questo post) che ha preparato:
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le foto della serata
> il log della chat, che potete scaricare dal box "file di E.P.", che si trova fra i widget nella colonna di sinistra del suo
blog
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Per altre informazioni, contattatemi pure o iscrivetevi al gruppo Imparafacile

CIAO a tutti

sabato 19 luglio 2008

2.0, un numero per il web e per l'e-learning

Riporto di seguito alcune delle considerazioni esposte al seminario di giovedì 17 sull'utilizzo degli strumenti del web 2.0 per la formazione.

Si tratta naturalmente di un riassunto, nel quale è impossibile riportare la quantità di sollecitazioni e contributi arrivati dalla partecipazione (molto) attiva delle persone presenti.

E poi non vorrei viziare i miei lettori: se riporto sempre tutto, corro il rischio che nessuno venga più agli eventi che organizzo :-)
Alla fine del post ci sono comunque i link alle belle foto realizzate da Eleonora Porta e, per i più coraggiosi, anche il video completo della serata, ripreso da Giocalo Maximus.

Infine ringrazio tutti quelli che hanno partecipando, rinunciando ad una fresca passeggiata serale o a parte della propria vacanza pur di esserci.

Buona lettura a tutti.

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LA DIVERSITA'

Second me la diversità di comportamento nella ricerca delle informazioni è uno degli elementi su cui si gioca il successo degli strumenti web 2.0

Se chiedete a persone diverse di informarsi su un argomento qualsiasi, queste sicuramente seguiranno percorsi diversi. Durante la serata di ieri, dopo aver invitato i partecipanti a informarsi sulla guerra dei 100 anni (argomento scelto a caso...), quando ho chiesto quali percorsi avessero seguito ci sono state risposte di questo tipo:

> sbas Writer: google guerra dei cento anni wikipedia
> Giuseppe Zapatero: http://www.bluedragon.it/medioevo/guerra_dei_centanni.htm, escludo le banali, tipo wiki
> Mexi Lane: wiki è spesso inaffidabile, io cerco prefiribilmente saggi o tesi
> Titty Thor: link di wikipedia
> Eleonora Porta: autorevolezza, pertinenza,....ad esempio i puno ORG ,i PDF....e WIKI

Questa diversità di comportamento non stupisce, dato che al momento in cui si vuole approfondire un tema, ognuno sceglie a seconda di fattori più o meno importanti, come:
> il livello di conoscenza che si ha dell’argomento
> i diversi livelli di motivazione
> la diversa predisposizione a partecipare
> i diversi stili di apprendimento
e decine di altri fattori.

E’ facile notare quindi che il web 2.0 risponde in modo egregio a queste diversità. Ognuno trova nel world wide web ciò che vuole, e lo trova nel modo più adatto a seconda del proprio carattere, contesto, motivazione, stile di apprendimento ecc

APPRENDIMENTO FORMALE O INFORMALE?

Questa diversità, che facilità così tanto chi vuole informarsi, mette però in difficoltà chi deve progettare/gestire un corso di formazione.
Il web è perfettoper un tipo informale di apprendimento, mentre docenti e insegnanti sembrano aver bisogno costantemente di strutturare il più possibile i propri corsi:
> abituati al controllo totale sul percorso da fornire, come possono rinunciarci?
> come potrebbero organizzare il lavoro, senza uno schema, una via da seguire?
> come potrebbero definire degli obiettivi e trovare il modo di misurare il loro ragiungimento?

Se dovessimo fermarci ad una visione superficiale, sarebbe chiaro che il modo informale di procedere facilita chi vuole apprendere, ma complica la vita agli operatori della formazione.

A proposito di formale e informale, sta prendendo piede una tripartizione che mi lascia perplesso, secondo cui la formazione potrebbe essere formale, non formale e informale, con queste caratteristiche:



FORMALE STRUTTURATO / FORMALE CERTIFICATO

A parte la prima impressione, secondo cui “informale” e “non formale” mi sembrano sostanzialmente due sinonimi, si tende a dare a questi aggettivi dei valori diversi a seconda delle situazioni:
1) in alcuni casi fanno riferimento al fatto alla maggiore o minore “strutturazione” di un corso: da una parte corsi progettati, organizzati, articolati in modo preciso (scuola, univesrsità ecc.), dall’altra la formazione incidentale, casuale della vita di tutti i giorni
2) in altri casi però gli stessi aggettivi fanno riferimento alla presenza o meno di un’istituzione che certifichi l’apprendimento.

Se mettiamo in relazione proprio questi due fattori - maggiore o minore struttura dei corsi, presenza o meno di una certificazione – ci si rende conto di come sia facile trovare esempi che prevedano diverse possibilità
- formazione strutturata e certificata
- formazione strutturata ma non certificata
- formazione non strutturate e non certificata
L’unica area ancora da riempire è quella in cui ci sia una formazione non strutturata, ma certificata.



E’ facile intuire che per un’istituzione scolastica di qualsiasi tipo non è possibile certificare una formazione totalmente informale, cioè quel tipo di formazione che si adatta così bene a stimolare, incuriosire, la maggior parte delle persone.

Quali soluzioni allora? Davvero non c’è scampo per alla monotonia delle lezioni tradizionali, strutturate, ordinate… noiose?
Come unire l’ esigenza di percorsi strutturati - necessari per poter fornire una certificazione - con le caratteristiche dell’apprendimento informale, che trova proprio nel web 2.0 straordinare opportunità di sviluppo?

IL BLENDED, ANCORA LUI...

Ancora una volta sembra che la soluzione migliore possa venire dalla capacità di integrare diversi strumenti didattici, includendo fra le novità anche tutti quelli offerti dal world wide web.

Sotto questo punto di vista è certamente coraggioso il progetto
CEK-Lab, che accanto alla formazione d’aula, strutturata, ha deciso di mettere a disposizione anche un ambiente più informale di apprendimento, ricorrendo a strumenti come il wiki, linkedin, podcasting, ning, youtube, Flickr/), la piattaforma LMS docebo (http://elearning.stoa.it/doceboLms/), e un archivio open access di documenti digitali

Da quel che abbiamo detto all’inizio e dallo studio di un progetto ricco e complesso come quello di CEK-lab, possiamo trarre alcune considerazioni:

1) l’apprendimento informale (inteso come attività non strutturato) non potrà mai sostituire completamente nelle istituzioni scolastiche quello formale, dato che solo quest’ultimo può essere in qualche modo certificato
2) è possibile prevedere un mix di percorsi formali (da seguire obbligatoriamente) e informali (con libertà di scelta sull'utilizzo)
3) perché questo mix funzioni è necessario che tutto il percorso sia progettato con molta più attenzione: dalla definizione degli obiettivi alle modalità di valutazione, dagli strumenti didattici alle modalità di lavoro. Anche se può sembrare un paradosso, per lasciare più libertà agli allievi, il percorso formativo deve essere molto più strutturato
4) per quanto siano numerosi o innovativi gli strumenti che si decide di mettere in campo, alla fine sarà sempre il progettista della formazione (il docente, il formatore o chi per lui) a determinarne il successo di un corso di formazione

Imparafacile Runo

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>> per vedere le foto della serata, realizzate da Eleonora Porta,
clicca qui << >> per vedere il video della serata, realizzato da Gioacolo Maximus, clicca qui <<

martedì 15 luglio 2008

Imparafacile e CEK-Lab per sperimentare la formazione 2.0


Ciao a tutti,
fra qualche giorno avrò il piacere di collaborare con CEK-Lab in un evento particolarmente significativo.

CEK-Lab è un un progetto di ricerca e sperimentazione per lo sviluppo di un modello di formazione manageriale per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

Il progetto è finanziato dalla Regione Campania (POR Campania 2000/2006. Misura 3.5) e realizzato da STOÀ, Polo delle Scienze Umane e Sociali dell’Università Federico II, Intesa Formazione.

Nel corso della sperimentazione formativa avvenuta nel corso del progetto, si è fatto ampio ricorso alle risorse ed ai servizi messi a disposizione dalla rete, integrandoli con quelli della Business School con l’obiettivo di sviluppare un ambiente di apprendimento diffuso che supportasse i partecipanti alla sperimentazione nei propri percorsi di apprendimento individuale.

Ultima tappa del percorso di CEK-lab è l’utilizzo di Second Life come luogo in cui sperimentare modalità alternative per l’apprendimento.

Per questo STOA’ mi ha chiesto di collaborare nella realizzazione di due seminari, con l’obiettivo di svolgere una rassegna degli strumenti che il web mette a disposizione di chi si occupa di formazione e di verificare con una esperienza pratica la loro efficacia alla luce dei paradigmi elaborati dal web 2.0

Questo è il programma dei due seminari:

giovedì 17 luglio: Gli strumenti del web 2.0 per l'apprendimento
Rassegna di strumenti per la condivisione della conoscenza, con riferimento alle opportunità offerte al mondo della formazione dal web 2.0

giovedì 24 luglio: Business writing: la scrittura funzionale in azienda
Esempio pratico di utilizzo di Second Life per facilitare l’interazione e la collaborazione all’interno di un corso di scrittura funzionale

Per l'occasione saremo ospiti di Vaniglia Ho, dato che terremo i seminari nel suo auditorium a
Communication Village.

Orario: 21.30-23.00
SLURL:
http://slurl.com/secondlife/Wonderland%20Island/94/16/23/

Vi aspettiamo numerosi ad animare il dibattito e a raccontare le vostre esperienze didattiche nel metaverso.

Imparafacile Runo